Nel calendario di Maratea c'è un appuntamento che vale più di ogni altro: la festa di San Biagio, il santo patrono. Molti conoscono San Biagio per la ricorrenza liturgica del 3 febbraio, ma a Maratea la grande festa si celebra a maggio e ricorda la traslazione delle reliquie del santo in città. È una festa che coinvolge tutto il paese e che lega in modo unico la montagna, dove sorge la basilica, e il mare, da cui secondo la tradizione arrivarono le reliquie.
Le origini: reliquie arrivate dal mare
La tradizione racconta che le reliquie di San Biagio giunsero a Maratea dal mare, nei pressi dell'Isola di Santo Janni, il piccolo isolotto davanti alla costa. Una data tradizionale indica l'anno 732, ma gli studiosi la considerano incerta. Le reliquie sono custodite nella Basilica di San Biagio, sulla cima del monte omonimo, accanto al Cristo Redentore. Il protocollo della festa, così come è arrivato fino a oggi, prese forma alla fine del Seicento, dopo il terremoto del 1694 da cui, secondo i fedeli, il santo protesse la città.
Quando si celebra
La festa è mobile e segue un calendario preciso: ogni anno inizia il sabato che precede la prima domenica di maggio e si conclude la seconda domenica di maggio. In questo arco di giorni si susseguono processioni, celebrazioni e momenti di devozione, con la statua del santo, un busto d'argento, protagonista di un vero e proprio viaggio tra la montagna e il paese.
Le tappe della festa
- "San Biagio va per la terra": il primo sabato la statua viene portata in processione sull'antico abitato del Castello, sulla cima del monte. Al tramonto, sotto la statua del Cristo Redentore, si svolge la prima benedizione del mare, un rito introdotto dopo l'inaugurazione del Redentore negli anni Sessanta.
- "San Biagio scende dal Castello": il giovedì successivo la statua scende dalla montagna coperta da un drappo rosso. Durante il tragitto viene svelata e accolta dalle autorità cittadine, in un momento simbolico che si rinnova ogni anno.
- "San Biagio per le vie della città": il sabato prima della seconda domenica si svolge la processione solenne nel centro, con i fedeli che lanciano petali di fiori al passaggio del santo.
- "San Biagio torna al Castello": la seconda domenica di maggio la statua, di nuovo coperta dal drappo rosso, risale lungo il sentiero della montagna e torna alla basilica.
Tradizioni e simboli
Intorno alle processioni si intrecciano usanze antiche. Il drappo rosso che copre la statua durante gli spostamenti è uno dei segni più riconoscibili della festa. Nei giorni dedicati al santo si svolgono le Quarantore, con l'esposizione solenne della statua alla venerazione dei fedeli. Un'altra tradizione molto amata è la panella di San Biagio, un pane benedetto con l'immagine del santo. Luminarie e fuochi d'artificio accompagnano la festa da secoli: le prime testimonianze risalgono al Settecento.
Una festa da vivere con la primavera
Maggio è anche uno dei mesi più belli per visitare la costa: le giornate sono lunghe, il clima è mite e i paesaggi sono verdi e fioriti. Unire la festa a una visita del borgo e del Cristo Redentore è un'ottima idea; trovi un itinerario completo nell'articolo Maratea in un giorno e una panoramica nella pagina dei dintorni su Maratea. Per altre idee sulla stagione leggi la guida autunno e primavera in Riviera dei Cedri.
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Programma e informazioni
Le date cambiano di anno in anno seguendo il calendario delle domeniche di maggio, e orari e percorsi delle processioni possono subire variazioni. Prima di partire consulta i canali ufficiali del Comune di Maratea e della Basilica di San Biagio, dove viene pubblicato il programma aggiornato.
Maggio, la stagione giusta
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